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Tazio Secchiaroli, la dolce vita di un paparazzo

By Gabriele Celsa

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“Per un fotografo importante come Tazio Secchiaroli, i giudizi esaltanti valgono poco, valgono le immagini, che il suo occhio curioso e appassionato ha saputo fissare. Nelle sue foto c’è perizia tecnica ma c’è anche una rara emozione, quella che si instaura tra fotografo e fotografato. Perchè il soggetto non è un pezzo di pietra da ritrarre, ma sangue, nervi e cuore da portare in evidenza. Sotto la sua apparenza fredda e svagata Tazio ha il fiuto e l’aggressività controllata del fotografo di razza, quello che scatta anche cento o mille foto sino a quando non trova la convinzione di aver conquistato quello che voleva. Tazio ha sopratutto una grande dote: non ti assilla, non ti confonde le idee con suggerimenti, non si arrampica su sterili tentativi. Come un buon cane da caccia (Tazio mi perdoni il paragone ma io amo i cani) non corre, non saltella a vuoto. Aspetta con pazienza che arrivi quell’attimo, e allora l’immagine entra per sempre nel suo rullino. La pace la serenità e l’interesse con cui ho sempre affrontato il mio lavoro con Tazio Secchiaroli sono un merito.” (Sophia Loren, The original paparazzo)

“Una singola azione o vicenda non interessa perchè è spigabile o verosimile, ma perchè è vera.”  (Johann Wolfgang Goethe)

Tazio Secchiaroli nasce a Roma nel 1925. Gli esordi dall’attività di “scattino” alla ricerca, tra i giovani soldati americani durante la seconda guerra mondiale, di facce anonime e sorridenti attraverso le quali il fotografo impara il modo di accostare le persone, di prevederne le reazioni, di anticiparne eventuali resistenze. Secchiaroli avverte il fascino del contatto diretto con la gente e decide di tentare la carriera di fotoreporter. Inizia presso varie agenzie di fotocronache romane, apprendista di Adolfo Porry Pastorel padre del fotogiornalismo italiano, maestro di intere generazioni di fotografi italiani. Nel 1955 Secchiaroli ha acquisito la sicurezza sufficiente per decidere di fondare, insieme a Sergio Spinelli, la “Roma Press Photos”. Sarà il ferragosto del 1958 a segnare l’inizio di un genere che consacrerà Secchiaroli ed i colleghi paparazzi. Frequentatori, nelle calde notti romane, di via Veneto, Piazza Di Spagna e di tutti i posti più significativi della dolce vita romana, tra gli inseguimenti di attori famosi e risse notturne in locali di alta moda, grazie ai loro scatti proibitivi, viene consacrata la dolce vita e nasce un nuovo genere fotografico, quello della fotografia d’assalto, condotta da manipoli di fotografi che documentano, con tempismo e faccia tosta, gli attacchi dei personaggi famosi ai malcapitati colleghi.
Le immagini rubate della Roma notturna incuriosiscono Federico Fellini che sta lavorando alla sceneggiatura del film “La dolce vita”, nato come riflessione sui servizi fotografici più azzeccati del periodo e sulla personalità del fotografo d’assalto. Durante la collaborazione con Fellini, Secchiaroli inizia la regolare attività di fotoreporter del set. Non è fotografo di scena, è piuttosto quello che gli ameriani chiamavano “special” , colui che, con l’obbiettivo, racconta quello che avviene sul set durante la lavorazione di un film. Mentre lavora al primo progetto con lo stesso stile esuberante degli esordi, Secchiaroli viene chiamato sarcasticamente “Paparazzo” dallo stesso Fellini (Paparazzo era infatti il nome di un compagno di scuola un pò invadente del regista). Col tempo Secchiaroli si trasforma nell’amico dei divi (che prima rincorreva per Via Veneto), nel loro consulente d’immagine, in colui che riconosce e afferra in uno scatto, un’emozione improvvisa, un’espressione spontanea che possa colpire l’immaginazione del loro pubblico. Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Brigitte Bardot scelgono lui come fotografo di fiducia per i loro servizi fotografici, nel quale appaiono in uno splendore molto naturale, dove è la luce che valorizza l’insieme ed ogni tratto del volto racchiude il segreto del loro fascino. Nelle sue fotografie circola sempre un’aria di ironia e dissacrazione.

La collaborazione con il regista è determinante anche nell’affinamento dei mezzi espressivi della sua fotografia. E’ con Fellini che Secchiaroli impara il valore della luce: “Un giorno -racconta Secchiaroli- il regista stava facendo dei provini alle attrici. Ad un certo punto nel suo consueto ampio gesticolare, alzò le mani in una posa ieratica. Proprio mentre gli scattavo una foto in quella posizione, dietro di lui si accese un riflettore che mi “entrò” nell’obbiettivo. Pensando di aver rovinato la foto ne scattai subito un’altra. La prima non la stampai neppure. Ma Fellini mi chiese di mostrargli i contatti e decide che anche quella foto cosi impressionata doveva essere stampata. Provai: c’era una serie di raggi che gli uscivano dalle dita e dalla testa, sembrava quasi una divinità, da quel giorno ho capito cos’era la luce. Da Fellini ho anche imparato il gusto dell’inquadratura, della sintesi. Era lui che mi riquadrava i fotogrammi togliendo il superfluo”. L’arguta scuola di Fellini ha dato ottimi frutti. Se in qualcosa è cambiata la sensibilità di Secchiaroli e il suo atteggiamento verso i divi, è proprio nel fatto che mentre nel periodo di Via Veneto, la caccia si trasformava in denuncia della meschina fatuità del mondo dorato dei rotocalco, oggi egli solleva i veli della professione mito per ridare, attraverso l’ironia, la dimensione più umana dei personaggi. Tutto questo in modo ancora funzionale a ciò che il business del cinema pretende ma, sicuramente, in modo più dignitoso e più utile. Trasformatosi in un tranquillo signore a riposo, Secchiaroli conserva gelosamente i segreti e la fiducia delle dive come eredità, sorniona e sofisticata, dei mitici scontri notturni della “Dolce vita”.

La dolce vita è un film del 1960 diretto da Federico Fellini, vincitore della Palma d’oro al 13° festival di Cannes. Con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg.  È sicuramente uno dei film più famosi della Storia del cinema. Marcello Rubini è un giornalista romano che si occupa di servizi scandalistici, ma ha in realtà l’ambizione di diventare scrittore. Marcello, cinico e disincantato, è protagonista di sette episodi, che narrano la «dolce vita» della Roma a cavallo fra gli anni ‘50 e ‘60. Il film viene solitamente indicato come il punto di passaggio dai primi film neorealisti di Fellini ai successivi film d’arte. Fellini prese molti spunti dai servizi del reporter Tazio Secchiaroli, lo stesso personaggio di Paparazzo fu ispirato a Secchiaroli.Un esempio è l’episodio del falso miracolo, che fu ispirato da un servizio del reporter romano del giugno 1958: l’oggetto del servizio era l’apparizione a due bambini della Madonna in una località a pochi chilometri da Terni. Secchiaroli partecipò alle riprese della scena del falso miracolo e disse che l’atmosfera dell’episodio nel film era come quella che vide il fotografo una volta arrivato nella piccola località umbra.

Informazioni e foto estratte dal libro: Tazio Secchiaroli “The original paparazzo”

Gabriele Celsa
About Gabriele Celsa
Nato a Palermo nel 1985, gia' all'eta' di 8 anni destreggiavo la mia prima polaroid e ricordo le emozioni che mi provocavano quei primi scatti, sono cresciuto in una famiglia di sani valori morali ed etici, lavoratore instancabile ma riuscito ad approfondire gli studi fotografici con grande passione, diplomato in grafica pubblicitaria, consolido gli studi con il corso di fotografia Reportagistica e successivamente con il corso di camera oscura e camera chiara. Mi diverto molto a fotografare con "Instagram" anche se non e' molto professionale ma la trovo un'ottima applicazione, che stuzzica velocemente la mia voglia di fotografia ed immagine. Sono in continua ricerca di quello che puo' essere un frammento di vita, un ritaglio della realta', congelare un attimo eterno.

1 Comment

  • João Emilio Godinho
    10:43 PM - 8 settembre, 2012

    Bom para reviver o tempo que nos fica do passado e para lembrar as pessoas que fizeram e fazem parte das nossas vivências e Cultura.

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Sophia Loren e Vittorio De Sica, set di matrimonio all'italiana
Sophia Loren e Vittorio De Sica, set di matrimonio all’italiana
Il libro su Tazio Secchiaroli:
Il libro su Tazio Secchiaroli: “The original paparazzo”
Federico Fellini, set di Otto e mezzo. 1962
Federico Fellini, set di Otto e mezzo. 1962
Set di Otto e mezzo. 1962
Set di Otto e mezzo. 1962
Brigitte Bardot, Roma 1965
Brigitte Bardot, Roma 1965
Federico Fellini, set di Otto e mezzo. 1962
Federico Fellini, set di Otto e mezzo. 1962
Sophia Loren, Roma 1966
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Anthony Steel (con Anita Ekberg) insegue i paparazzi in Via Veneto. Roma 1958
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Sandra Milo e Federico Fellini, set di Otto e mezzo
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Marcello Mastroianni e Federico Fellini, set di Otto e mezzo.
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Michelangelo Antonioni, set di Blow up
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Sophia Loren e Marcello Mastroianni, set di Matrimonio all’italiana.
taziosecchiaroli
Marcello Mastroianni e Federico Fellini, set di Otto e mezzo. 1962
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Marcello Mastroianni, set di Otto e mezzo. 1962
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Federico Fellini, prove de La dolce vita
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Sophia Loren e Richard Avedon, Roma 1966
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